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Lavoro al Caldo 2026: Le Nuove Tutele per i Lavoratori all'Aperto

📅 9 Settembre 2026 ⏱ 2 min di lettura 👁 16 letture

Le nuove misure contro il rischio caldo

L'estate 2026 ha portato con se non solo temperature record, ma anche nuove tutele normative per i lavoratori esposti al caldo estremo. Diverse regioni italiane hanno emanato ordinanze che limitano le attivita lavorative all'aperto nelle ore piu calde, e il Decreto Lavoro 2026 ha rafforzato il quadro di obblighi a carico dei datori di lavoro.

La Regione Emilia Romagna, ad esempio, ha introdotto misure urgenti valide dal 3 giugno al 15 settembre 2026, vietando le attivita lavorative all'aperto nelle ore piu calde quando l'indice di calore supera determinati valori soglia.

Gli obblighi del datore di lavoro

Il datore di lavoro e tenuto, ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e delle ordinanze regionali, a:

Valutare il rischio caldo nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), con specifico riferimento alle attivita svolte all'aperto e alle condizioni climatiche del territorio.

Adottare misure preventive: sospensione delle attivita nelle ore piu calde (generalmente dalle 12:30 alle 16:00 quando la temperatura percepita supera i 35 gradi), fornitura di acqua fresca e sali minerali, pause aggiuntive in luoghi ombreggiati o climatizzati, formazione dei lavoratori sul riconoscimento dei sintomi del colpo di calore.

Comunicazioni periodiche: per le imprese di maggiori dimensioni, e previsto l'obbligo di comunicare i dati relativi alle giornate di sospensione e alle misure adottate.

Il diritto del lavoratore a fermarsi

Il lavoratore ha il diritto di rifiutarsi di lavorare in condizioni di rischio per la salute, ai sensi dell'art. 44 del D.Lgs. 81/2008. Se le temperature sono eccessive e il datore di lavoro non adotta le misure di protezione previste, il rifiuto di prestare attivita non puo essere sanzionato disciplinarmente e non costituisce giusta causa di licenziamento.

La cassa integrazione per caldo

Nelle giornate in cui la temperatura percepita supera i 35 gradi e il lavoro viene sospeso, i datori di lavoro possono ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) con causale "eventi meteo — temperature elevate". L'INPS ha confermato questa possibilita con messaggi specifici per l'estate 2026. Il lavoratore percepisce il trattamento di integrazione salariale (80% della retribuzione) per le ore non lavorate.

Settori piu esposti

I settori maggiormente interessati sono: edilizia, agricoltura, cantieristica stradale, logistica, manutenzione del verde, raccolta rifiuti. Ma le tutele si applicano a qualsiasi attivita svolta prevalentemente all'aperto o in ambienti non climatizzati.

Cosa fare se il datore di lavoro non rispetta le norme

Se il tuo datore di lavoro ti costringe a lavorare all'aperto nelle ore vietate dalle ordinanze regionali o senza le misure di protezione previste, puoi: segnalare la situazione all'Ispettorato del Lavoro, che puo disporre ispezioni e sanzioni; rifiutarti di lavorare invocando il diritto alla salute e alla sicurezza; in caso di infortunio o malattia causati dal caldo, agire per il risarcimento del danno nei confronti del datore di lavoro che non ha adottato le misure preventive.

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