Appalto Illecito: Se il Software della Committente Gestisce i Lavoratori, il Rapporto è con la Committente
Quando è l'algoritmo della società committente a stabilire cosa deve fare il lavoratore, con quali tempi e con quali priorità, l'appalto è una finzione: il vero datore di lavoro è la committente. Lo ha stabilito la Corte d'Appello di Milano con una sentenza di giugno 2026 che ha dichiarato illegittimo un appalto le cui attività erano interamente gestite dal sistema informatico della società cliente.
Il Caso: l'Algoritmo Come Vero “Capo”
La controversia riguardava un appalto di servizi in cui i lavoratori erano formalmente dipendenti dell'appaltatore ma, nella sostanza, ricevevano le istruzioni operative dal sistema informatico della committente. In particolare:
- Il software della committente stabiliva le singole attività da effettuare
- Definiva le priorità e le tempistiche da rispettare
- Conformava in modo cogente il concreto svolgimento del lavoro di ciascun operatore
- I preposti dell'appaltatore si limitavano a prendere atto delle indicazioni della committente e ad assegnare i lavoratori ai turni
La Corte ha ritenuto che, in queste condizioni, l'appaltatore fosse un mero intermediario di manodopera e che il vero esercizio del potere direttivo fosse in capo alla committente.
Appalto Genuino vs Appalto Illecito: la Distinzione
La legge ammette l'appalto di opere e servizi (art. 1655 c.c.), ma a condizione che l'appaltatore gestisca autonomamente l'organizzazione dei mezzi e del lavoro. Quando questa autonomia manca, si configura un appalto illecito (somministrazione irregolare), disciplinato dagli artt. 27 e 38 del D.Lgs. 81/2015.
| Elemento | Appalto genuino | Appalto illecito |
|---|---|---|
| Potere direttivo | Esercitato dall'appaltatore sui propri dipendenti | Esercitato dalla committente (anche tramite software) |
| Organizzazione del lavoro | Autonoma dell'appaltatore | Determinata dalla committente |
| Mezzi e strumenti | Forniti dall'appaltatore (o comunque da lui gestiti) | Forniti e controllati dalla committente |
| Rischio d'impresa | A carico dell'appaltatore | Sostanzialmente assente per l'appaltatore |
| Ruolo dei preposti dell'appaltatore | Dirigono e coordinano i lavoratori | Si limitano a eseguire le indicazioni della committente |
Le Conseguenze dell'Appalto Illecito
Quando l'appalto viene dichiarato illecito, le conseguenze sono rilevanti per tutte le parti:
Per i lavoratori
- Hanno diritto a essere considerati dipendenti della committente dal momento in cui hanno iniziato a lavorare nell'appalto
- Hanno diritto al trattamento retributivo e normativo previsto dal CCNL della committente (spesso più favorevole di quello dell'appaltatore)
- Possono rivendicare le differenze retributive maturate nel periodo
Per la committente
- Diventa datore di lavoro effettivo con tutti gli obblighi connessi
- Risponde delle differenze retributive e contributive
- Il rapporto si configura come subordinato a tempo indeterminato
Per l'appaltatore
- Risponde in solidarietà con la committente per i crediti dei lavoratori
- Rischia sanzioni per somministrazione abusiva di manodopera
Il Ruolo della Tecnologia: Quando l'Algoritmo Diventa Prova
La sentenza milanese è particolarmente significativa perché individua nel sistema informatico della committente lo strumento attraverso cui si esercita il potere direttivo. Nell'era della digitalizzazione, molte aziende esternalizzano servizi mantenendo però il controllo operativo attraverso piattaforme software, dashboard di monitoraggio e sistemi di assegnazione automatica dei compiti.
La Corte stabilisce un principio chiaro: non importa che le istruzioni arrivino da un responsabile in carne e ossa o da un algoritmo. Se la sostanza è che la committente decide cosa, come e quando i lavoratori dell'appaltatore devono operare, l'appalto è illecito.
Questo principio ha implicazioni potenzialmente molto ampie in settori come:
- Logistica: magazzini gestiti da software della committente
- Call center: operatori guidati da piattaforme della società cliente
- Food delivery: rider diretti da algoritmi delle piattaforme
- Facility management: pulizia e manutenzione con attività pianificate dal sistema del cliente
- IT outsourcing: tecnici che operano interamente sui sistemi della committente
Come Verificare la Genuinità dell'Appalto
Per le aziende committenti: prima di esternalizzare un servizio, verificare che l'appaltatore mantenga una reale autonomia organizzativa. Se il vostro software gestisce nel dettaglio l'attività dei lavoratori dell'appaltatore, il rischio di appalto illecito è elevato.
Per i lavoratori in appalto: se le istruzioni operative arrivano dalla committente (anche tramite un sistema informatico), se utilizzate i mezzi della committente e se i vostri responsabili si limitano a eseguire le indicazioni del cliente, potreste avere diritto a essere riconosciuti come dipendenti della committente.
Riferimenti Normativi
| Norma | Contenuto |
|---|---|
| Art. 1655 c.c. | Definizione di appalto: organizzazione dei mezzi e gestione a rischio dell'appaltatore |
| Art. 29 D.Lgs. 276/2003 | Appalto genuino: organizzazione dei mezzi, esercizio del potere organizzativo e direttivo |
| Artt. 27 e 38 D.Lgs. 81/2015 | Somministrazione irregolare e conseguenze: costituzione del rapporto con l'utilizzatore |
| C. App. Milano, giugno 2026 | Il software della committente che gestisce i lavoratori rende l'appalto illecito |
In sintesi
Quando il sistema informatico della committente gestisce nel dettaglio l'attività dei lavoratori dell'appaltatore, l'appalto è illecito. La Corte d'Appello di Milano riconosce che il potere direttivo può essere esercitato anche attraverso un algoritmo. Per le committenti, il rischio è di diventare datore di lavoro effettivo con tutti gli obblighi connessi. Per i lavoratori in appalto, è l'occasione per verificare se il rapporto sia genuino o se sussistano i presupposti per il riconoscimento del rapporto diretto con la committente.
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