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NASpI 2026: Nuovi Requisiti, Trappole da Evitare e Quando Spetta la Disoccupazione

📅 1 Settembre 2026 ⏱ 2 min di lettura 👁 13 letture

Cos'e la NASpI e a chi spetta

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) e l'indennita di disoccupazione che spetta ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. E disciplinata dal D.Lgs. 22/2015 e nel 2026 presenta importanti novita che ogni lavoratore deve conoscere per non perdere il diritto all'indennita.

I requisiti nel 2026

Per accedere alla NASpI servono tre requisiti cumulativi:

Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento (individuale o collettivo), scadenza del contratto a termine, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale in sede protetta.

13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto.

Dichiarazione di immediata disponibilita al lavoro (DID) e stipula del Patto di servizio personalizzato con il Centro per l'Impiego.

La novita 2025/2026: le 13 settimane post-rioccupazione

Questa e la trappola piu insidiosa introdotta di recente. Se ti sei dimesso volontariamente da un lavoro a tempo indeterminato e sei stato riassunto entro 12 mesi, per accedere alla NASpI dopo la perdita del nuovo impiego devi aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nel nuovo rapporto di lavoro.

Esempio pratico: lavori da 10 anni e ti dimetti volontariamente. Trovi un nuovo lavoro ma dopo 2 mesi vieni licenziato. Non hai diritto alla NASpI, perche non hai maturato 13 settimane nel nuovo rapporto. Questa regola e stata introdotta per contrastare le dimissioni "strategiche" seguite da assunzioni di comodo, ma colpisce anche lavoratori in buona fede.

Quando le dimissioni danno diritto alla NASpI

Le dimissioni volontarie ordinarie non danno diritto alla NASpI. Fanno eccezione:

Dimissioni per giusta causa: mancato pagamento reiterato dello stipendio, mobbing, molestie, demansionamento, trasferimento non giustificato oltre 50 km o oltre 80 minuti con mezzi pubblici, modifiche peggiorative sostanziali delle condizioni di lavoro.

Dimissioni durante il periodo tutelato di maternita/paternita: le dimissioni rassegnate dalla lavoratrice madre (o dal padre) durante il primo anno di vita del bambino danno diritto alla NASpI senza bisogno di dimostrare una giusta causa, ma devono essere convalidate dall'Ispettorato del Lavoro.

Risoluzione consensuale in sede protetta (presso l'Ispettorato del Lavoro o in sede sindacale).

Importo e durata nel 2026

L'importo della NASpI si calcola sulla retribuzione media degli ultimi 4 anni. Per il 2026, se la retribuzione e inferiore a circa 1.425 euro mensili, l'indennita e pari al 75%; sulla parte eccedente si aggiunge il 25%. L'importo massimo mensile e soggetto a rivalutazione ISTAT annuale.

La durata e pari alla meta delle settimane contributive maturate negli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Dal quarto mese l'importo si riduce del 3% ogni mese (decalage).

Errori da evitare

La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione. Non scrivere mai "dimissioni volontarie" se le tue dimissioni sono per giusta causa: la dicitura sbagliata puo compromettere il diritto alla NASpI. Verifica sempre l'estratto contributivo prima di presentare domanda. E in caso di dubbio, consulta un patronato o un consulente del lavoro prima di dimetterti.

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